Isole Canarie

Canarie, governo denuncia lo stato: 91% dei trasferimenti espressi di minori migranti non eseguiti

Alle Isole Canarie, il Governo delle Canarie denuncia che lo Stato ha mancato il 91% dei trasferimenti espressi di minori migranti previsti. Dal 29 agosto, quando è stata dichiarata la contingencia, solo quattro ragazzi sono stati spostati fuori dall’arcipelago, a fronte dei 47 pianificati. Il portavoce Alfonso Cabello parla di situazione «disperata» e accusa il Governo di Spagna di non rispettare i tempi fissati dal real decreto, che impone un massimo di 15 giorni per ricollocare i minori arrivati in aree in tensione come Canarie, Ceuta o Melilla.

Canarie, governo denuncia lo stato: 91% dei trasferimenti espressi di minori migranti non eseguiti

Il quadro attuale nelle Canarie

Secondo l’Esecutivo regionale, lo scenario non migliora. In settimana sono previsti appena tre ulteriori trasferimenti espressi di minori migranti, un ritmo giudicato «insufficiente» per alleviare il sovraffollamento, con la capacità di accoglienza già triplicata. Cabello definisce questo stato «ingiustificabile» e afferma che perpetua una condizione di «emergenza e sovraffollamento» che le Canarie trascinano da oltre due anni.

Le accuse al Governo di Spagna

«Va sottolineata un’idea: il Governo di Spagna non rispetta né le Isole, né i bambini e le bambine, né il Tribunale Supremo», ha denunciato il portavoce canario. Ha aggiunto che l’Amministrazione centrale non sta seguendo «i ritmi che loro stessi si erano impegnati a rispettare».

Un caso emblematico è l’ordinanza del Tribunale Supremo di sette mesi fa, che imponeva allo Stato di assumere la tutela di oltre un migliaio di minori migranti non accompagnati con richiesta di asilo entro un termine «improrogabile» di dieci giorni. In 210 giorni, però, sono stati ricollocati solo 191 minori: meno di uno al giorno.

Obiettivi a rischio e diritti in gioco

Cabello parla di un deficit di diligenza da parte dello Stato, che rende difficile centrare l’obiettivo annunciato di ridurre a 800 il numero di minori presenti nelle isole entro un anno. Con i ricollocamenti al ritmo attuale, tale traguardo è ritenuto irraggiungibile e le riassegnazioni potrebbero protrarsi per oltre dodici mesi. «Si sta violando il diritto dei bambini e si continua a lasciare le Canarie sole di fronte a questa responsabilità», ha affermato.

Un cambio di ritmo

La richiesta della Comunità autonoma è netta: «Esigiamo un cambio di ritmo e chiediamo che smettano di manipolare le cifre. Che dimostrino con fatti e trasferimenti qual è davvero la volontà dello Stato e il suo grado di impegno». Queste parole arrivano dopo che la Segreteria di Stato delle Migrazioni ha accusato le Canarie di non inviare i fascicoli necessari per ricollocare i minori con domanda di protezione internazionale, circostanza che, secondo il Ministero, impedirebbe di occupare tutti i posti disponibili sulla Penisola.

Il nodo del centro Canarias 50

Dal Governo delle Canarie si ribadisce che, se esistono davvero posti liberi, «potrebbero trasferire subito i 65 minori che restano attualmente nella struttura statale Canarias 50». Per impegno dello Stato, la permanenza in questo centro non dovrebbe superare due settimane; eppure, l’Esecutivo regionale denuncia che molti ragazzi vi rimangono da oltre due mesi.

Nuove modalità per le interviste

Per evitare ritardi, le due amministrazioni hanno concordato che le interviste ai minori si svolgano direttamente nei centri canari in cui già vivono, senza passaggi preventivi per Canarias 50 prima del trasferimento sulla Penisola. Il vecchio procedimento aveva generato incertezza tra diversi giovani, che non comprendevano perché dovessero lasciare temporaneamente la loro struttura senza garanzie chiare sulla destinazione finale; alcuni hanno quindi rinunciato al percorso di ricollocazione.

Riepilogo dei fatti principali

Le Isole Canarie denunciano l’inadempimento del 91% delle deroghe previste per i trasferimenti espressi di minori migranti dal 29 agosto: effettuati 4 spostamenti su 47, con un termine di 15 giorni fissato dal real decreto per territori in tensione come Canarie, Ceuta e Melilla. In sette mesi, a fronte di un’ordinanza «improrogabile» del Tribunale Supremo, lo Stato ha ricollocato 191 minori in 210 giorni. Il Governo delle Canarie chiede un’accelerazione reale dei ricollocamenti, segnala il persistere del sovraffollamento e punta a ridurre a 800 i minori accolti entro un anno, obiettivo oggi in bilico senza un cambio di passo concreto.