Nella piazza della Cattedrale di La Laguna, a Tenerife, i passanti sono stati sorpresi da un’azione simbolica: un gruppo di uomini e donne vestiti di nero ha simulato di dormire per terra su cartoni. Molti di loro sono persone senza dimora o vivono in abitazioni precarie. L’iniziativa, promossa da Cáritas, ha voluto richiamare l’attenzione sulla Giornata delle persone senza dimora con un gesto di forte impatto pubblico.

Un flash mob nel cuore di La Laguna
Nell’ambito della campagna “Anch’io ho dei sogni”, partecipanti ai progetti dell’organizzazione e volontari hanno realizzato un flash mob e dato voce a un messaggio condiviso. Durante l’atto è stato letto il manifesto della campagna, che pone l’accento sulle cifre drammatiche dell’esclusione abitativa e ribadisce che la condizione delle persone senza dimora non è un problema individuale ma una responsabilità collettiva.
Il significato del manifesto
Il testo letto in piazza insiste sulla necessità di guardare al fenomeno con prospettiva sociale. Di conseguenza, la realtà delle persone senza dimora viene presentata come una sfida che coinvolge l’intera comunità, non solo chi la vive in prima persona. Inoltre, l’azione di Cáritas ha inteso rafforzare la consapevolezza pubblica rispetto all’esclusione abitativa e alle sue conseguenze quotidiane.
Voci e desideri dalla strada
Le persone senza dimora hanno aggiunto frasi su una lavagna bianca a partire dal motto “io sogno…”. Tra i desideri scritti si leggevano: “giustizia sociale e meno burocrazia”, “condizioni di vita dignitose”, “casa e lavoro dignitosi” e “avere una casa”. Successivamente, il gesto collettivo ha reso visibili aspirazioni semplici ma fondamentali, con l’obiettivo di umanizzare chi vive per strada e superare gli stereotipi sui senzatetto.
L’azione davanti alla Cattedrale di La Laguna ha mostrato, in modo diretto e rispettoso, i volti e le storie di chi ha le strade come riparo. Attraverso il flash mob e la lettura del manifesto, Cáritas ha riportato al centro del dibattito pubblico la situazione delle persone senza dimora a Tenerife, evidenziando che l’esclusione abitativa riguarda l’intera società e richiede attenzione costante.




